Quando si padroneggia bene la lingua, ci si può permettere di giocarci e di prendersi qualche libertà. Nessuno si scandalizzerà se invece di “se io fossi stato Napoleone non avrei perso a Waterloo” dite “Se ero Napoleone a Waterloo vincevo” e neppure se lo scrivere. Va be’, chi ha una visione rigida della lingua.
L’importante è che sappiate che la forma corretta, da manuale di grammatica, è la prima e che sappiate quando usare la prima e quando usare la seconda (cambiamento e adattamento del registro linguistico).
Allo stesso modo, sul libro abbiamo visto l’italiano neo-standard, che è quello che usiamo tutti i giorni, in cui si può dire anche “ad agosto vado al mare” e forme come “a me mi” e “ma però” non fanno raccapricciare.
E poi ci sono le scritture estreme.
Tautogramma: tutte le parole di una frase iniziano con la stessa lettera. Tutte!
Cinque canarini ciechi che cinguettano contro cinque comignoli che conoscono.
Calligramma: le
parole sono disposte in modo tale da dare anche graficamente il senso del testo
(cfr “il pleut” di Apollinaire).
Nonsense: Sono frasi corrette grammaticalmente, ma che non hanno senso logico. “cominciò domani, l’altro ieri finirà”. Per i miei bambini ho inventato l’espressione “luce nera”.
Il libro parla di un personaggio della Montagna Incantata di Thomas Mann, Peeperkorn, capace di parlare a lungo senza dire niente.
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