https://www.youtube.com/watch?v=UdAlv8Xb0_I
Come saprete, durante l’epoca fascista era vietato utilizzare i termini stranieri, che vennero sostituiti dai corrispettivi italiani.
Oggi ci sembrano ridicoli, come quelli del video.
Facciamo però delle riflessioni. Alcuni termini italiani si
sono imposti e oggi noi diciamo regista e non regisseur, diciamo autista e
non chauffeur (pronuncia scioffor, con
la seconda o stretta, quasi come la ø). Ai tempi si
usava molto il francese.
Oggi ci sembrano ridicoli, ma nel mondo
parallelo in cui si sono imposti dicono bevanda arlecchina e cocktail suona
ridicolo,
C’è chi si scandalizza dell’uso dei termini
inglesi, ma la nostra lingua è piena di termini di origini diverse. Chissà che
cosa dicevano i romani quando si stavano imponendo i termini longobardi?!
Il problema non sono le parole, ma la
capacità di una lingua di assorbirli nella propria struttura.
Una volta una bambina ha scritto la data
all’americana. Alcuni siti scrivono la data all’americana. Mi sembra più strano
che sentire dei termini stranieri.
Del resto, ci
sono termini che nascono in una lingua e la traduzione ci suona strana. È vero
che mouse si potrebbe tradurre con
puntatore, ma non sarebbe innaturale?
È vero che si
potrebbe rendere spending review con revisione della spesa, ma:
·
sono 2
parole invece di 3
·
dopo un
po’ che lo sentiamo lo capiamo
l’importante è che il testo abbia una struttura chiara. Se la struttura
del testo è chiara possiamo permetterci di usare qualche termine straniero. L’importante
sia solo qualche termine straniero. Qualche anno fa, in un distretto di Fuori
Salone c’erano solo descrizioni in
inglese!
Come rendereste endorsement? Seo?
Il libro dice, ad esempio, che l’hater non è il semplice odiatore e che influencer
non è un influenzatore (espressioni come “una persona influente” o “persona che
esercita un’influenza” rimanda contesti
politici, anche a eminenze grigie.
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Come dice il libro, comunque, l’amministrazione pubblica dovrebbe usare
il più possibile termini ed espressioni in grado di farsi capire dal maggior
numero possibile di persone, ma l’inglese è solo uno dei problemi (cfr il
burocratese e il latinorum di Manzoni).
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